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Tre cani e una spiaggia


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Fotografare cuccioli e vivere per raccontarlo

Iniziare una sessione fotografica inseguendo due cuccioli nel parcheggio di uno chalet, scoprire che uno dei due ha una cotta per la macchina fotografica e insiste nel correre a leccarla appena ne ha l’occasione, concludere in bellezza insabbiato dalla barba alle mutande.

Sono cose che capitano quando si decide di fotografare cuccioli di cane. Perchè si sa, i cani sono animali grotteschi per natura. Nessun altro animale è capace di portarti al suo livello di menefreghismo zen come un cane. Specialmente se cucciolo. fotografare cuccioli di cane, e vivere per raccontarlo

Viviana, una delle due persone serie del gruppo, mi ha contattato da Pachino per fotografare i suoi otto cani. Non è un errore di battitura: otto. Dopo una breve conversazione telefonica abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio iniziare con una selezione di massimo tre membri della famiglia.

Sono stati scelti per l’occasione Lilly, l’adulta, l’altra persona seria del gruppo, all’apparenza timida, portamento da principessa, espressione da cocca di mamma.
Lilly è stata il primo cane di Viviana, quella che ha dato il via alla sua passione.
Romeo & Giulietta, dal nome tragico e dalla corsetta comica, pochi mesi di vita ma una spiccata capacità di fuga sotto le automobili parcheggiate, segno di un’innegabile talento.

Devo dire che fotografare cuccioli è un’esperienza cosmica, se ne avete a casa vi consiglio di provarci.

Le fotografie che preferisco di questa sessione sono quelle in cui tutta la famiglia è riunita.
Si respira caos, ma un caos piacevole, divertente, quasi armonico.

E tu che ne pensi? quali sono le tue fotografie preferite?

 


Come fotografare uno Schnauzer? Vi presento Nina, 4 anni, fotomodella single.

Ovvero la professionalità di un cane dal sangue blu.

Chi nella propria vita non si è chiesto come fotografare uno Schnauzer Nano Bianco? E del resto perché mai dovrebbe essere diverso dal fotografare gli altri cani? Non lo so, però è diverso.

Innanzi tutto fotografare Nina è stato fin troppo facile.

Dopo aver fatto la sua corsetta giornaliera con il personal coach Giuseppe, e dopo essere stata dall’estetista, Nina è arrivata in studio puntuale come un orologio. Ha salutato tutti con educazione, e dopo un breve briefing si è prestata all’obiettivo con la tranquillità e la confidenza di chi ha il mestiere nel sangue.

Nina è uno Schnauzer Nano Bianco di quattro anni.
Con buona pace di chi si fida degli stereotipi, oltre ad essere bella Nina è anche molto intelligente. Non è difficile vederla portare a spasso la sua sorella minore umana Mia,  facendole credere di essere lei ad avere il controllo.

Nel suo poco tempo libero Nina ha insegnato a Giuseppe a dare il cinque ai cani a comando.
Scattianimali, give me five.Sostiene di essere in grado di insegnarlo a qualsiasi umano adulto in meno di una settimana. Lo so, sembra impossibile ma dopo averla conosciuta di persona io le credo.

Un pò di tecnica

Per questa sessione fotografica Nina ha chiesto di essere ritratta esclusivamente con luce naturale, per esaltare la morbidezza ed il candore del suo pelo. Appena arrivata mi ha spiegato che la luce del flash è troppo dura per lei, e preferisce i diaframmi aperti e tempi lunghi, anche se questo comporta un livello di difficoltà in più.

Devo dire che la nostra Star si è lasciata guidare con grande affabilità, permettendomi di usare diaframmi aperti e tempi lunghi senza il minimo intoppo. Ed in effetti bisogna ammettere che aveva ragione, la luce naturale le rende davvero giustizia. Il flash avrebbe acceso troppo il pelo bianco rendendolo più duro di come appare dal vivo.

C’è sempre da imparare dai professionisti di questo calibro, e sono onorato di aver avuto il privilegio di fotografarne uno. Nei pochi minuti concessi allo shooting ho imparato moltissimo, ma soprattutto ho capito quante cose ancora non so fare, come ad esempio dare il cinque ai Cani.

Chissà magari un giorno Nina troverà il tempo di insegnarmelo.


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